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Whistleblowing e modelli organizzativi: bisogna fornire canali riservati per le denunce

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Approvata definitivamente dalla Camera la legge sul whistleblowing, che tutela nelle aziende private e nell’amministrazione pubblica i dipendenti che segnalano attività illecite.

Il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone la definisce una norma di civiltà e commenta:

“Malgrado le condizioni per giungere a questo risultato sembrassero inizialmente molto difficili il Parlamento ha dimostrato che quando in ballo ci sono valori irrinunciabili è possibile trovare una ampia e significativa convergenza fra le varie forze politiche, come conferma la larghissima maggioranza con cui è stato approvato il disegno di legge”.

La legge sul whistleblowing

Lo scopo ultimo della legge è tutelare coloro che segnalano irregolarità o illeciti commessi in azienda a partire da casi di corruzione. Nello specifico, viene garantita una tutela dell’identità del denunciante, il quale non potrà subire ritorsioni sul lavoro o atti discriminatori tra cui:

  • Licenziamento
  • Sanzionamento
  • Assegnazione di mansioni di livello inferiore
  • Trasferimento

Qualsiasi ritorsione o atto discriminatorio da parte del datore di lavoro verrà quindi perseguito e sarà compito del DdL dimostrare (in maniera rigorosa e oggettiva) che non vi sia alcun legame con la segnalazione effettuata dal dipendente.

Aggiornare i modelli organizzativi

Per quanto riguarda il settore privato, la legge recentemente abrogata incentiva l’adozione di sistemi di whistleblowing. Per le imprese che adottano modelli organizzativi al fine di prevenire reati sarà quindi necessario un aggiornamento.

I modelli organizzativi sono infatti particolarmente importanti perché, se ben strutturati, evitano che vengano applicate all’azienda sanzioni nel caso di condotte illecite commesse nell’interesse dell’impresa.

Con la nuova normativa, sarà necessario inserire nei modelli una serie di canali che consentano al dipendente -che riconosce un illecito- di presentare una segnalazione circostanziata.

  • Da un lato bisognerà tutelare il segnalante (soprattutto la sua identità, che deve rimanere anonima)
  • Dall’altro bisognerà garantire che lo strumento di segnalazione venga utilizzato in modo corretto e consono

Eventuali segnalazioni infondate a causa di dolo o colpa grave del segnalante verranno punite con sanzioni disciplinari.

 

[Fonti: Ilsole24ore.com, Ilfattoquotidiano.it]

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