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La criminalità in Italia e la normativa 231/01

2018-11-06-Mondo231-Criminalità-Italia

Secondo quanto emerso da un articolo del Sole 24 ore e dai dati forniti dal dipartimento di Pubblica Sicurezza del ministero dell’Interno, è possibile constatare che in Italia vengono commessi circa 277 reati ogni ora, per un totale giornaliero che ammonta a 6.650.

I numeri sono certamente sconvolgenti, specialmente se si considera che le città in cui è maggiormente frequente la commissione sono: Milano, Bologna e Rimini – secondo le segnalazioni delle autorità. Non tutti i reati sono commessi con la stessa intensità: sono purtroppo in grave aumento le violenze sessuali, per le quali è stato evidenziato un incremento del 15% e le attività di spaccio di stupefacenti (in aumento del 10%).

Sono invece in diminuzione i reati che comprendono i furti, in particolare nelle abitazioni. Le forme di criminalità tradizionali stanno infatti lasciando spazio a nuove modalità, sempre più evolute. A questo proposito continua la diffusione dei reati a stampo economico: fenomeni di riciclaggio (con riutilizzo del denaro illecito) e frodi informatiche registrano un incremento, in entrambi i casi pari all’8% su base annua.

Truffe e reati digitali

In particolare, soprattutto nelle città del Nord, continuano a crescere le truffe “digitali”: se ne contano in media 450 ogni giorno, e sono specialmente dovute alla scarsa competenza degli utenti di internet oppure l’obsolescenza dei sistemi operativi utilizzati. Se, da un lato, l’utilizzo del web sta semplificando moltissimo la vita di utenti e aziende, dall’altro, oltre ad avere una notevole quantità di pregi, il mondo digitale ci pone di fronte a una serie di nuovi rischi. 

La normativa 231/01, ad esempio, afferma che se il dipendente di un’azienda compie una truffa informatica (di qualsiasi natura) grazie alla quale l’azienda trae vantaggi, specialmente economici, l’ente stesso può essere considerato colpevole. Scopriamo insieme quali reati sono maggiormente diffusi nel nostro Paese secondo le ultime statistiche e come ci si può tutelare dalla commissione di un illecito.

Gli illeciti della normativa 231/01

Come ormai sappiamo, il “D.Lgs 231/01 responsabilità amministrativa degli enti e delle società”, ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità amministrativa di Enti e Società da accertare in sede in sede penale.

I reati penali che intersecano con il raggio di azione della Legge 231/01 sono molti e in continuo aumento. In particolare, possiamo riconoscere i sopracitati:

  • Frode informatica ai danni dello stato o di un ente pubblico
  • Delitti informatici e trattamenti illeciti di dati
  • Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.

Possiamo quindi annunciare una lotta continua contro i nuovi crimini che si stanno diffondendo. La vera domanda che possiamo porci è la seguente: perché se abbiamo a disposizione un mezzo di comunicazione forte e innovativo, che ci semplifica moltissime azioni quotidiane, dobbiamo utilizzarlo nel modo sbagliato?

Constatiamo che sono sempre più diffuse e presenti in rete la pedopornografia, il cyberbullismo, il cybercrime, la truffa online, il terrorismo e l’attività di phishing (quando un malintenzionato cerca di convincere l’utente a fornire informazioni personali, dati finanziari ed eventuali codici di acceso).

Come possono difendersi le aziende?

La legge 231/01 stabilisce che le Aziende si possono esimere dalle sanzioni, qualora il reato sia stato commesso da una figura interna, tramite:

  • L’adozione di un modello organizzativo atto a prevenire i reati presupposto e la sua efficace applicazione;
  • La costituzione di un organismo (detto Organismo di Vigilanza) preposto a vigilare sul suo funzionamento e sulla sua osservanza e a curarne l’aggiornamento;
  • L’adozione di un idoneo sistema sanzionatorio nel caso di violazioni.

In pratica la persona giuridica dovrà predisporre un’organizzazione che prevenga i reati a meno che non sia elusa fraudolentemente. Dovrà inoltre vigilare, mediante un Organismo di Vigilanza, autonomo e indipendente, sull’applicazione di tale modello e sulla sua adeguatezza, sanzionando tutte le violazioni previste da esso.

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