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Antiriciclaggio e limiti sui pagamenti in contanti: sanzioni fino a 50mila euro

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Dal 4 luglio 2017 scatta una sanzione da 3mila a 50mila euro per chiunque effettui trasferimenti di denaro contante per importi superiori a €2999,99. Il limite era stato imposto dal 1 gennaio 2016, ma è da quest’estate che la violazione viene salatamente sanzionata.

In quali casi c’è la violazione

Parliamo di trasferimenti di denaro a qualsiasi titolo e tra soggetti diversi: per chi vuole pagare in contanti, la soglia deve essere al di sotto dei 3mila euro anche per l’acquisto di beni o servizi che abbiano un costo superiore. Inoltre, grazie alla norma antiriciclaggio, il saldo non può essere frammentato: la violazione viene anche riconosciuta, infatti, in caso di pagamenti appositamente frazionati.

Pagamenti frazionati sanzionabili

Per individuarli, il Fisco valuta ogni caso individualmente. Ne fanno parte, ad esempio, i trasferimenti di contanti realizzati in più operazioni con importi inferiori a €3.000 «effettuate in momenti diversi e in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni».

In quali casi la norma antiriciclaggio non viene violata

Il pagamento in contanti di importi superiori a 3mila euro in pagamenti frazionati è consentito qualora tali pagamenti siano definiti da contratti già stipulati tra le parti. La sussistenza di tali contratti deve essere provata e gli stessi devono prevedere (ad esempio) rateazioni o somministrazioni. È il caso dell’acquisto di un auto a rate o del canone di affitto annuo diviso in mensilità.

Durante il periodo estivo, inoltre, questa tipologia di pagamento è frequente nel caso di servizi alberghieri o per il noleggio di imbarcazioni in vacanza. In questi casi parliamo di «prassi commerciale» e non dovrebbero riscontrarsi problemi.

Deroghe per i turisti

La possibilità di pagare in contanti cifre superiori ai 3.000 euro viene concessa ai turisti extracomunitari, che hanno il limite a €9.999,99. Tuttavia, il commerciante deve preoccuparsi di:

  • Comunicare all’Agenzia delle Entrate l’intenzione di ricevere tale somma in via preventiva
  • Versare l’incasso in un conto apposito
  • Richiedere al turista un’autocertificazione nella quale si attestino le condizioni di cittadinanza e di residenza

E per le carte di credito?

Se per i pagamenti in contanti sono stati posti dei limiti, per le carte di credito e i bancomat non ci sono vincoli. Inoltre, a partire dal 30 giugno 2014 tutte le imprese e i professionisti sono tenuti ad accettare le carte di debito e, dal 1 gennaio 2016, anche le carte di credito. Di contro, non sono state previste sanzioni per i negozianti sprovvisti di Pos.

Prelevare e trasportare denaro

Nonostante i limiti sopra citati, non esiste alcun limite sulle cifre prelevabili dal proprio conto. Il problema si pone per i titolari di reddito di impresa che, per cifre superiori ai mille euro al giorno (o 5mila al mese) devono indicare il nome del beneficiario in contabilità o fare comunicazione alle Entrate.

Per quanto riguarda il trasporto di contanti, invece, il limite è posto a €10.000, oltre i quali è necessario dichiarare la somma all’agenzia delle Dogane.

 

[Fonte: Ilsole24ore.com]

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