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Anticorruzione tra aziende e privati: zoom normativo e novità

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Ridurre fenomeni di corruzione nelle aziende e tra privati: questa la direzione e l’obiettivo presi negli ultimi mesi con alcune novità, davvero interessanti, che andiamo ad approfondire di seguito.

ISO 37001 – Sistemi di Gestione Anticorruzione

Pubblicata il 15 ottobre 2016, la ISO 37001 “Anti-Bribery Management Systems nasce con lo scopo di prevenire e contrastare la corruzione. Questa certificazione, infatti, definisce una serie di requisiti e linee guida che consentano alle organizzazioni di evitare, eventualmente individuare e gestire fenomeni di corruzione interni all’azienda.

Si tratta di un percorso focalizzato a incrementare l’efficacia degli strumenti aziendali in contrasto al fenomeno corruttivo, con conseguenti vantaggi sia dal punto di vista economico, sia del raggiungimento dei requisiti minimi previsti in materia di anticorruzione.

Decreto Legislativo 38/2017 – Corruzione tra privati

Parallelamente, con il Decreto Legislativo n° 38 del 15 marzo 2017, l’ordinamento italiano è stato conformato alla decisione quadro 2003/568/GAI del Consiglio dell’Unione Europea, dedicata all’intensificazione della lotta alla corruzione nel privato.

Tra le novità introdotte dal decreto troviamo l’estensione del reato di corruzione tra privati e l’introduzione del nuovo reato di istigazione alla corruzione tra privati (a modifica dell’art. 2635 c.c.). Nello specifico:

  • Viene ampliato l’elenco dei possibili autori del reato, cui vengono aggiunti coloro che svolgono funzioni direttive (diverse da quelle di amministrazione e di controllo);
  • Vengono introdotte la sollecitazione al conferimento di denaro o altre utilità tra le condotte cui può pervenirsi all’accordo corruttivo;
  • Vengono aggiunte la modalità passiva e quella per interposta persona tra quelle con cui può essere realizzata la corruzione;
  • Viene eliminata la necessità che la condotta arrechi danno alla società.

Le novità in ambito 231

Non in ultimo, la riforma prevede per entrambi i reati, che la disciplina si applichi sulla responsabilità amministrativa da reato degli enti, ai sensi del D. Lgs. 231/2001. È quindi ora possibile applicare, oltre alle sanzioni pecuniarie, anche quelle interdittive previste da tale Decreto. Ne emerge la necessità, da parte delle aziende, di adeguare i modelli organizzativi già adottati.

[Fonti: Diritto24.ilsole24ore.com, Bureauveritas.it]

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